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Vacanze a Roma
Il lusso, come segno tangibile di potere, si può ammirare in tutte le straordinarie ville romane: si pensi a Villa Adriana, la più grande e splendida dell'antica Roma imperiale, costruita intorno al 117 dall'imperatore Adriano e e sua residenza imperiale. Essa fu uno dei momenti culminanti dell'architettura romana e fu visitata da Palladio, MIchelangelo, Raffaello, Borromini, Palladio, e altri ancora.
Villa d'Este è un vero e proprio capolavoro del giardino italiano e inserita nella lista Unesco del patrimonio mondiale, per la sua alta concentrazione di fontane, ninfei, grotte, giochi d'acqua, musiche idrauliche, spesso imitate in età barocca. Le imponenti costruzioni e le terrazze fanno pensare ai Giardini pensili di Babilonia, mentre l'adduzione delle acque rievoca la sapienza ingegneristica dei Romani.
Nella mostra di Palazzo Braschi si possono ammirare opere provenienti da ogni parte del mondo, ma le più grandi emozioni si provano nel visitare la Roma sotteranea, , per cui esiste l'Associazione Roma sotterranea, che valorizza il patrimonio della citta Eterna custodito sotto il suolo, come è evidente percorrendo, con un toour speleo-archeologico, il canale sotterraneo, lungo quasi 2 km sotto lo stupendo abitato di Genzano.
Il Roseto Comunale di Roma è considerato tra i più belli al mondo, per la maestosa cornice che dai ruderi del Palatino si estende all'osservatorio di Monte Mario. Qui sorgeva il vecchio cimitero ebraico e di fronte al Circo Massimo, di portentosa maestosità, sorge la statua che divideva in due il Roseto.
Ma Roma non affacina soltanto per la sua bellezza artistica e per il patrimonio storico, cui si è solo accennato, ma anche per la sua gastronomia, una delle più antiche d'Italia, che racchiude in sé componenti popolaresche di varia provenienza: ingegnosi raffinati sono i carciofi alla giudia o l'invidia con le alici; semplice e popolare la pasta alla carbonara, ma anche gli spaghetti alla amatriciana di origine abruzzese e l'abbacchio, preparato in modi vari. Ricette dell'antica gastronomia romana sono rintracciabili anche nella letteratura: Petronio parlava di trippa di manzo, sicuramente un piatto legato alle tradizione povera. Il pecorino romano, la caciotta, il marzolino sono delle specialità; come i 'maccheroni a matasse' e tante varietà di fettuccine ciociare. Pregiati sono anche i vini e i dolci.
Ma Roma va visitata anche nei paesi circostanti sia per le bellezze artistiche e per la cucina, che per il mare, l'ospitalità, il senso di accoglienza degli abitanti.
Autrice: Iole Caterino
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